venerdì 10 febbraio 2012

i hope

Aurelio il giorno in cui sono arrivato a Fontem mi disse:
"qui c'è un detto, chi viene in Africa x un giorno, scrive un libro, chi rimane una settimana scrive 2 pagine, chi rimane un mese non scrive nulla"
E' il loro modo di spiegare come ci poniamo noi europei davanti all'Africa, dopo un giorno  hai capito tutto, dopo una settimana pensi di sapere come si può fare a migliorare qualcosa…dopo un mese ti accorgi che non hai capito nulla.
Io non ho scritto dell'Africa ma delle sensazioni che mi ha dato, della mia vita qui, delle mie considerazioni giornaliere, anche quelle che dopo qualche giorno si sono rivelate errate.
Ma una sensazione è sempre bella anche se si rivela poi sbagliata.
Ho vissuto con ragazzi africani ed ho mangiato tutti i giorni con loro, ho capito grazie all'amico Riccardo quanto sia sbagliato imporre la propria lingua e così anche se tutti mi avrebbero capito in Italiano(per quel fantastico modo che abbiamo noi di farci capire sempre e comunque) ho parlato in inglese…spesso non facendomi capire da nessuno(soprattutto nelle prime settimane)…e quando proprio non riuscìvo…c'era il mio francese…tutti dicono che non serve…non sapete ciò che dite!
Queste probabilmente sono le ultime righe che scriverò qui in Africa e le pubblicherò quando sarò già in Italia la domanda che tutti mi fanno qui è sempre la stessa…tornerai?
La mia risposta anche è sempre la stessa, I hope but not alone, mi piacerebbe tornare ma con un progetto da realizzare, mi piacerebbe anche che qualcuno di quelli che hanno letto la prossima volta vengano via con me…
Ma nella risposta c'è tutto, I hope… 

giovedì 9 febbraio 2012

il principio e la fine

Scrivo dalla stessa stanza che mi ha ospitato il primo giorno in Cameroon, il caldo è ancora opprimente e l'umidità non lascia respirare, l'acqua è un miraggio serale ed il traffico è il solito
Ma guardando bene….indietro cosa c'è di uguale?
Molte convinzioni sono sparite soprattutto quella che da soli si può cambiare questa situazione.
Gli europei possono insegnare all'Africa a camminare ma per correre servono voglia fiato e gambe.
Mi sono reso conto che per cambiare e cose ci vuole tempo e pazienza.
Ma devono essere loro ad avere quello slancio quella voglia e la forza per far avvenire questo cambiamento.
Parlando con l'amico Simone, dentista di Berna, ci siamo detti alcune impressioni, una di queste comune, era sempre la stessa , quasi tutti i ragazzi che incontravamo vogliono venire in Europa per fare qualcosa.
Ma non è che fuggendo e mandando anche molti soldi che aiutano le loro famiglie qui.
Devono cambiarla dall'interno.
Da qui.
Noi possiamo formarli, e lui qui sta insegnando ad uno studente del posto l'arte dell'odontoiatria.
Il pensiero comune è che vista la situazione qui…una volta conosciuta l'Europa perché dovrebbero tornare?
L'impressione è che dagli anni 80 il distacco che c'era, soprattutto quello tecnologico è aumentato in maniera esponenziale anno per anno.
Ma molti di loro adesso stanno lavorando sodo per rendere migliore il loro paese, medici, professori, e anche semplici meccanici(ho visto fare modifiche alle auto che i migliori ingegneri dubito abbiano mai pensato).
La loro arte di arrangiarsi è fantastica ed anche come riescono a rimediare artigianalmente a quel gap di cui parlavo prima: ho visto acquedotti di varie centinaia di metri costruiti con le canne di bambù!
In me qualcosa è cambiato ma è difficile da spiegare, la voglia di fare è molta, ma trovare il modo non è semplice, ma forse insieme all'amico Theo(potrebbe essere lui la testa di ponte) qualcosa organizzeremo.

mercoledì 8 febbraio 2012

in viaggio verso Douala

Chiusa l'ultima valigia e salutato l'ultimo amico sono andato via con Aurelio che mi aspettava già davanti alla porta di casa
Un viaggio è sempre pieno di risvolti e di pensieri di sensazioni che si inseguono e di ricordi che riaffiorano ad ogni svolta ed ad ogni gesto famigliare.
Un ritorno a casa è sempre per molti versi un momento particolare.
Arrivati a Dschang  possiamo, insieme all'amico Theo, dare inizio a quello che sarà senza dubbio un viaggio memorabile.
Furgone Toyota di fine anni 80 adibito a trasporto pubblico 25 posti a sedere con sedili dalla base in legno, carico di 39 persone di cui 3 bambini al di sotto di un anno e relativi bagagli (in molti casi si tratta di ortaggi da vendere al mercato)ogni fila è comporta da 4 posti a sedere tranne la mia che ne ha 3….nella mia fila ne siamo seduti in 4 ma 2 sono in piedi incastrati tra i sedili…ma x fortuna che il viaggio dura solo 6 ore senza sosta.
Improvvisamente il viaggio fatto a Moena in trentino con tutta la famiglia( a parte Lucia che non era ancora nata) in 6 con relativi bagagli dentro una duna week-end diventa uno splendido ricordo!
Arriviamo a Douala e da un Pulmino( il nostro ) scende un bianco (io) ed i tassisti improvvisamente hanno un solo ed unico obiettivo: ME.
Sento ripetere ossessivamente Hey Man e dico a Theo di trattare il  prezzo, lui mi dice che in genere il viaggio in taxi costa 200 franchi fino a casa…il più onesto dice che ci porterà a casa x 2500!!!
Allora mi diverto un pò con Theo col più classico dei  "Te l'avevo detto che dovevo rimanere dentro poi non appena trovavi un taxi e avevi trattato il prezzo uscivo fuori!"
Alla fine troviamo uno disposto a portarci fino a 300 metri da casa x 400 franchi…visti i chiari di luna accetto senza troppe storie(il viaggio in taxi di circa 5 km in pratica mi è costato 70 centesimi….alla faccia dei tassisti italiani!)
Ed arriviamo a casa dove ci stanno già aspettando per la cena!
Anche questa è fatta!

lunedì 6 febbraio 2012

I bagagli

Le mie valigie sono vuote.
La mia maglia della Juve…ad un ragazzo che ama il calcio e passa le domeniche a far giocare i bimbi.
Quella di Giorgio(sorry) al ragazzo che ha dipinto in Equilibrio la condotta dell'acqua e che sogna l'NBA
Le mie gloriose Salomon salite 11 volte sul Gran Sasso in officina.
Tutto il resto a chi ne aveva più bisogno di me, i bagagli sono vuoti (a parte qualche marmellata) ma il cuore è carico 
Ogni persona che ho incontrato mi ringrazia per essere stato qui.
adesso capisco che l'ho fatto più per me che per loro.
Quando me ne sarò andato potrei essere uno dei molti che è stato qui e se n'è andato perché aveva finito il suo tempo qui.
Ma non è così.
Persone insospettabili che arrivano a casa -i have 1 gift-
E ti chiedi cosa hai realmente fatto x loro e se davvero non hai già avuto abbastanza.
Poi vai a cena fuori e trovi un anziano di 62 anni che poteva essere mio padre(lo ha detto lui) che si siede al mio fianco dicendomi…io ero qui quando sono arrivati i primi italiani, voi qui sarete sempre i benvenuti, avete imparato le nostre lingue le nostre tradizioni e convissuto con i vostri difetti, avete costruito un ospedale tra i migliori 5 del Cameroon in mezzo alla foresta in un villaggio di 10000 anime un college a prezzi ridotti che lo scorso anno era il terzo per qualità della nazione , ci avete fatto capire che non è il colore della pelle che conta ma il colore del cuore che è identico per ogni razza, che le differenze razziali linguistiche e folcloristiche si annullano con l'amore e la cooperazione.
Lui era lì quando Chiara Lubich è venuta la prima volta nel '69 a Fontem ed ha pianto quando è morta, i suoi 4 figli sono nati nell'ospedale e adesso studiano nel college e se in futuro non coltiveranno banane e patate(testuale) lo devono ad una visionaria italiana.
All that may be one
Basta questo per essere orgogliosi di essere italiani

domenica 5 febbraio 2012

gli gnocchi di patate

Come regalo di addio o di arrivederci…ho deciso di fargli gli gnocchi.
Sin dal primo giorno in cui io sono arrivato mi hanno chiesto di farli…io subito a spiegare che non è che sia una cosa così semplice anzi…
Ma oggi basta ripensamenti ed ho deciso di farli felici.
Questa volta i mezzi non mancano…la voglia invece diciamo che ho dovuto farmela venire , manca solo un pò di formaggio(qui si tratta di una cosa preziosissima in quanto mucche e pecore sono bandite così come i maiali per via della mosca tsè tsè e la contaminazione da febbre gialla)
Arrivato a Fontem il primo giorno Silver quando mi ha visto la prima volta mi ha detto:
-Gnocchi di patate-
Col senno di poi, cioè dopo aver passato l'intero pomeriggio…5 ore a fare gnocchi per 8 persone avrei preferito mi avesse detto Mafia, pizza e mandolino.
Il risultato è stato eccellente anche grazie all'aiuto di Pablo che vedendomi stremato si è offerto di finire di tagliarli…e la cena beh…
Per un attimo è calato il gelo poiché è uscito da non so dove l'avanzo del fou-fou del pranzo e qualcuno stava pensando di mescolarlo con "lu sug Find" poi probabilmente vedendomi col coltello da macellaio puntato verso di lui ha cambiato idea….
E cari italiani non meravigliatevi e non trattateli da trogloditi; l'ultima, e sottolineo ,l'ultima volta che ho portato le olive all'ascolana a Perugia qualcuno ha aggiunto il Ketch-up perché a lui piacevano così…
Qual è il terzo mondo?

un pranzo dispendioso

Ero in cucina che preparavo il pranzo mentre gli altri ragazzi erano fuori che armeggiavano con il forno a legna in quanto il venerdì è il giorno in cui facciamo il pane…e la pizza per noi per la cena, quando uno dei ragazzi si avvicina dicendomi di regolarmi poiché il pranzo che stavo preparando era molto dispendioso per le nostre casse.
A pranzo siamo 7 persone tutti adulti e qualcuno anche con una stazza importante(io in primis) e stavo cucinando in serie:
700 g di pasta
il sugo fatto con 3 pomodori e 1 bustina di concentrato di pomodoro mezza carota e mezza cipolla
5 patate medie
ed una frittata fatta con 5 uova
Non stava sbagliando lui…ma io.
La pasta è un pasto…le patate un altro…e le uova un altro ancora….
Metterli insieme tutti e 3 significava nell'economia della casa un giorno in più di spesa…
Ecco il problema è anche questo che la spesa si fa solo al mercato e questo c'è solo una volta ogni 4 giorni.
Purtroppo non è facile estirpare un abitudine, il pensiero occidentale è che se una cosa finisce vado a comprarla…
Cercherò di farmi perdonare domani sera a cena con gli gnocchi che mi chiedono dal primo giorno…vedrò di accontentarli

sabato 4 febbraio 2012

lezioni di nuoto reloaded

E così come spesso ci capita il giovedì è il giorno dedicato allo sport, anche se stavolta non sarà la solita partita di calcetto oppure a pallacanestro a farla da padrona, bensì andrò a nuotare con i ragazzi della casa.
La mia è una presenza fondamentale anche perché hanno cominciato da pochissimo a muoversi in acqua e solo due di loro possono dire di fare qualcosa di simile al nuotare.
Ma oltre che alla lezione di nuoto ho assistito ad una lezione di arrampicata libera, ma stavolta lo studente ero io.
Innanzitutto vederli arrampicare con l'infradito su sassi di fiume bagnati ed alti almeno 20 metri il tutto senza una corda ha un suo perché ed allora…anche io non posso perdere con loro…e li seguo anche io con le ciabatte.
Le sensazioni della salita sono incredibili, il segreto è solo non pensare che se cadi andrai nella migliore delle ipotesi in un ospedale….in Africa!
Poi scopro che questi sono solamente pensieri miei, loro non la valutano affatto questa possibilità!
Il loro coraggio/incoscienza è incredibile ma la legge del contrappasso è sempre in agguato…tuffatici da sopra l'acqua arriva appena alla vita…in 2 rischiano di affogare e solo dopo avergli mostrato che toccano passa per loro il terrore dell'acqua!
Il salire e scendere da colline e massi con grandi carichi appoggiati sulla testa ha sviluppato in loro un equilibrio incredibile; non esistendo qui piscine o vacanze al mare e altro non gli ha mai permesso di avere un acquaticità decente ed hanno sviluppato il terrore per l'acqua….in parole povere dal loro punto di vista è più semplice morire in un metro d'acqua piuttosto che cadendo mentre arrampicano su di un dirupo!

venerdì 3 febbraio 2012

la cena fuori

Dopo 3 settimane insieme con i ragazzi della casa decidiamo di concederci una cena fuori ed essendo qui il cibo più facilmente reperibile…siamo andati a mangiare il pesce a Menji.
In realtà abbiamo accettato di buon grado l'invito del Dottor Roland, il responsabile della casa e medico presso l'ospedale di Fontem.
Durante il tragitto si rideva con i ragazzi perché la nostra casa piuttosto che una casa multirazziale era un casa multilanguage…visto che ormai a caso si sceglie con quale lingua comunicare con gli altri, si inizia in inglese, poi magari rispondi in francese, dici un paio di frasi in italiano per non farti mancare nulla e nel frattempo magari è arrivato Pedro che saluta tutti in spagnolo!
Il pesce come sempre è buonissimo anche la salsa piccante….è piccantissima (il segreto è nella ricetta; si fa con olio di palma cipolle e pepe….e basta)
Ho scoperto anche che la birra più bevuta qui è la mia amata Guinness anche se il sapore è ben diverso dalle spinatrici Irlandesi…Silver da parte sua, poiché era l'unico che stava bevendo una Expò 33, una birra camerunese ha confermato la mia tesi…quando la beve nella Repubblica Centrafricana, la sua terra di origine, ha tutto un altro sapore!
Quindi tra una risata ed una bevuta ci siamo messi d'accordo sull'orario per andare a nuotare al fiume l'indomani sperando di convincere anche Ferdinand anche se ci ha spiegato che ci aspetterà con il boiler acceso

giovedì 2 febbraio 2012

Ritorno a Fontem

Con Riccardo e Theo ci siamo svegliati alle 7 perché volevamo preparare la colazione per tutti ma al nostro arrivo in cucina ci siamo resi conto che purtroppo già qualcuno era partito per lavoro…e chi invece per l'università…dovendo fare fino a 60 km in bici per arrivare…la mattina parte sempre molto presto!
Fortunatamente eravamo stati molto previdenti e ieri sera avevamo acquistato al forno moltissimi saccottini e bomboloni per la colazione…abbiamo visto che anche se non erano con noi…avevano gradito il pensiero.
Dopo aver fatto una visita al negozio di artigianato locale ed aver preso un pò di cose da portare a casa siamo ripartiti in direzione di Dschang.
Arrivati al nostro appuntamento con un pò di ritardo abbiamo trovato Maria che ci aspettava in macchina…E' arrivato il momento dei saluti.
Riccardo e Maria tornano in Italia, il primo dopo 3 settimane l'altra dopo 9 mesi!
Dopo esserci scambiati gli indirizzi e i contatti vari io mi sono avviato deciso verso la mia avventura…e loro verso Douala…e poi Zurigo.
Dove la strada tornava ad essere rossa e l'asfalto un lusso per cittadini stanchi c'era una moto ad aspettarmi.
Una moto-taxi mi avrebbe riportato a Fontem lungo i circa 40 km di strada sterrata ed ai limiti dell'enduro estremo.
Il mio autista non credo avesse più di 18 anni…meglio i suoi riflessi sono migliori.
Beh è stata una gran bella avventura soprattutto considerando che da quello che mi è sembrato di capire qui per strada la ragione ce l'ha chi ha il mezzo più grande ed io che avevo sempre viaggiato a bordo del Pick-up adesso ero assolutamente in situazione precaria!
Non sono abituato a pensare a quello che sarebbe potuto succedere se…anche perché non avrei mai dovuto cominciare con l'alpinismo e fare almeno il 70% delle cose che faccio normalmente…Sto scrivendo di questa cosa…quindi…Bene così

mercoledì 1 febbraio 2012

bamenda

La mattina procedeva tranquillamente quando da lontano vedo arrivare l'amico Theo che è venuto a prendere Riccardo per portarlo a Bamenda dove poi troverà Jean un amico di famiglia che si trova nella sua città.
Dopo i convenevoli di rito la sua proposta….perché non vieni a Bamenda con noi?
Accetto di buon grado pronto a sfruttare ogni opportunità che mi si presenta in questa avventura che velocemente volge al termine.
Si tratta di fare un viaggio di 3 ore per arrivare…ma tutto sarà ripagato con gli interessi!
Arrivati a Dschang  decidiamo di pranzare…un pollo arrosto fantastico con la solita salsa al pepe nero fantastica, e da qui proseguiamo su una strada finalmente asfaltata verso nord e sempre salendo di quota.
Dopo un ulteriore ora e mezza di viaggio da sopra una vetta vediamo nella valle circostante Bamenda.
L'impressione è ottima sin dal primo momento, ci troviamo in una città vera e propria, ma molto più vivibile rispetto a Douala in più il clima è davvero niente male forse e soprattutto ai 1500 metri di altezza a cui si trova
Entriamo in un locale in stile molto europeo ed al pian terreno c'è un forno con dei dolci esposti, non ce lo facciamo ripetere 2 volte e ci diamo alle spese folli e compriamo 2 bomboloni al cioccolato, 2 saccottini, un panino gigante con insalata uova maionese pomodori e cipolle, e 4 diversi di biscotti giganti il tutto al prezzo di 95 centesimi di euro!
Saliamo poi al piano superiore dove ordiniamo da bere e dove possiamo consumare i dolci che abbiamo comprato e qui succede il miracolo…ci portano delle birre…FREDDE!
E' la prima volta che ci succede dopo essere arrivati a Fontem!
Questo è il giusto premio per il lavoro svolto alla centrale!
Arriviamo poi nella casa dove siamo attesi…ci stanno già preparando la cena….che bello sembra davvero di essere in vacanza!

martedì 31 gennaio 2012

lezioni di nuoto

E' domenica ed oggi l'escursione sarà alla grande cascata.
Era davvero grande.Un salto di almeno 100 metri, un boato che si sente da moltissima distanza a rompere i suoni tipici della foresta equatoriale.
Dopo essere discesi dalla strada rossa nella foresta per circa 2 ore ci siamo trovati in un ambiente  che definire paradiso è la realtà: la cascata sopra di noi, ed il fiume che sotto di noi cominciava a scorrere più tranquillamente ed ad un certo punto formando uno spazio più ampio sembra fermarsi.
Su quesi sassi ad aspettarci, tra gli altri, c'erano anche i ragazzi che abitano nella casetta con me (sempre per la storia che noi percorriamo sempre la strada più difficile).
Giusto il tempo di toglierci i vestiti ed eravamo già in acqua….ma una volta dentro la sorpresa…Alain,Dereck, e Frederick sono terrorizzati, immobili nell'unico punto dove si tocca…Non sanno nuotare!
E quale posto migliore per cominciare se non tra le rapide di un fiume?
Allora ragazzi facciamo tutti la stellina…Derek give me a star….Fred relax is so nervous…Alain move the legs!
E così mi sono ritrovato a fare le lezioni di nuoto anche in Africa ed in inglese per giunta! Ma devo dire che Aurelio si è dimostrato essere molto più paziente di me, con il risultato che dopo due ore 2 dei tre ragazzi nuotavano già….insomma stavano a galla!
Poi ad un certo punto è comparsa una camera d'aria probabilmente di una jeep gonfiata all'inverosimile e così anche Miryam e Sarah due ragazze camerunesi che lavorano una al College e l'altra all'ospedale sono entrate in acqua…e dopo poco Sarah nuotava già!
Verso l'una e mezza poi siamo ripartiti anche perché la strada è molto lunga e qui alle sei e mezza fa buio improrogabilmente!

lunedì 30 gennaio 2012

ci sono dei sassi

E' arrivato il grande giorno.
Ieri con Aurelio, Riccardo, Alexandra, e Marion siamo andati alla piscina naturale di Fontem.
Non sapevo che cosa mi aspettava.
Arrivati alla centrale e risalendo lungo una stradina ripidissima da lontano si sentiva il rumore di una cascata e pian piano si vedevano affiorare enormi massi di circa 3 metri di altezza….a prova di boulder.
Superati questi sassi lo spettacolo era straordinario;
una cascata bellissima anche se non troppo alta si faceva strada da grossi massi in mezzo alla foresta tropicale e sotto questa una grande piscina naturale di acqua non esattamente limpidissima ma non fredda.
E' stato un bagno fenomenale anche perché in alcuni punti c'erano delle cascate piccolissime dove si toccava e sci poteva fare anche una sorta di idromassaggio.
Ma quello che lasciava senza fiato era lo spazio circostante.
Un ambiente da cartolina con un paesaggio meraviglioso e natura incontaminata.
Mi mancava uno spazio così e mi dispiace non averlo trovato prima…forse buona parte dei libri che ho letto qui (1984 di G.Orwell molto sopravvalutato secondo me e "il Maestro e Margherita" un autentico capolavoro, sicuramente nella mia personale top ten) li avrei letti in quel posto visto anche la possibilità di bagnarsi e di prendere il sole in santa pace!

ci sono dei sassi

E' arrivato il grande giorno.
Ieri con Aurelio, Riccardo, Alexandra, e Marion siamo andati alla piscina naturale di Fontem.
Non sapevo che cosa mi aspettava.
Arrivati alla centrale e risalendo lungo una stradina ripidissima da lontano si sentiva il rumore di una cascata e pian piano si vedevano affiorare enormi massi di circa 3 metri di altezza….a prova di boulder.
Superati questi sassi lo spettacolo era straordinario;
una cascata bellissima anche se non troppo alta si faceva strada da grossi massi in mezzo alla foresta tropicale e sotto questa una grande piscina naturale di acqua non esattamente limpidissima ma non fredda.
E' stato un bagno fenomenale anche perché in alcuni punti c'erano delle cascate piccolissime dove si toccava e sci poteva fare anche una sorta di idromassaggio.
Ma quello che lasciava senza fiato era lo spazio circostante.
Un ambiente da cartolina con un paesaggio meraviglioso e natura incontaminata.
Mi mancava uno spazio così e mi dispiace non averlo trovato prima…forse buona parte dei libri che ho letto qui (1984 di G.Orwell molto sopravvalutato secondo me e "il Maestro e Margherita" un autentico capolavoro, sicuramente nella mia personale top ten) li avrei letti in quel posto visto anche la possibilità di bagnarsi e di prendere il sole in santa pace!

domenica 29 gennaio 2012

la festa di maria

Gli ultimi ritocchi alla centrale e poi non rimane che festeggiare conclusione di questo lavoro.
Ma oggi è una giornata di festa, infatti Maria una fisioterapista di Trento lunedì dopo 9 mesi qui tornerà in Italia.
Ieri l'ho incontrata in giro nei suoi sgargianti abiti africani…e le ho detto che doveva un pò ricominciare a riprendere lo stile europeo…che altrimenti l'avrebbero presa x pazza!
Lei con il sorriso che sempre la caratterizza mi ha risposto che la cosa che la spaventa di più è la temperatura…figuriamoci quella trentina!
Passare dai 27-28 gradi fissi di Fontem alle temperature di questi giorni in Italia sarà un bel trauma!
Quindi tutto lo staff dell'ospedale e parte della gente che è stata con lei in questa avventura meravigliosa per ringraziarla ha organizzato la festa…
Ognuno porterà qualcosa e così insieme faremo cena e poi si passerà un pò di tempo.
Grazie per essere stata qui con noi ed averci donato molta allegria e sicuramente altrettanta competenza e professionalità

sabato 28 gennaio 2012

la fine dei lavori

Oggi sapevamo che sarebbe stato un gran giorno perché in poco tempo avremmo finito la manutenzione alla conduttura della centrale
neanche un piccolo incidente capitato ad uno dei ragazzi e che mi ha tenuto impegnato con lui per metà mattinata in ospedale ci ha impedito di portare a termine il lavoro…soprattutto per merito di Julius che in nostra assenza ha continuato a lavorare molto duramente .
Adesso lunedì ci sarà il collaudo ed il brindisi.
Da adesso possiamo cominciare a dedicarci al progetto di ancoraggio anche se i giorni qui volgono al termine…vediamo come andrà, io ho chiesto aiuto ad un pò di persone e forse riusciremo ad ognuno dei bambini di far portare loro una pietra…e poi chissà forse in una settimana si riesce a far tutto.
Il caldo in questi giorni sta aumentando ed onestamente non ne sentivo il bisogno…sempre più spesso sto sognando un uscita coi ramponi e le piccozze…ma ancora non è il momento, e peraltro anche le notizie che giungono dall'Italia non mi aiutano affatto in quanto sentir parlare di abbondanti nevicate non può fare altro che accendere di più questa voglia

venerdì 27 gennaio 2012

l'importanza di essere qui

Per quante buone motivazioni ti possano spingere a fare una scelta simile, seppur per un breve periodo come nel mio caso ne troverai sempre 10 ottime per non partire.
Essere qui è significato mollare un pezzettino di vita mettendosi a disposizione di chi ha davvero bisogno.
Solo adesso…dopo ieri mi sono realmente reso conto di quanto ci sia da fare e di quanto si debba lavorare qui per rendere un po' più vivibile questa parte di mondo.
E non sto parlando di rendere Europea la loro condizione di vita, bensì di ben altro.
Di non morire per un influenza o alla nascita, di malaria e di malnutrizione.
Quando sentivo parlare che basta un euro al giorno per salvare una vita non capivo…ma adesso so che un euro e quaranta al giorno è lo stipendio di una persona qui.
Adesso che sono qui mi sembra di sentire più forte il grido d'aiuto di questa parte di Africa.
Ecco perché penso che il lavoro che stanno facendo qui è mirabile anche se molto spesso neanche le persone del posto se ne rendono conto.
I medici e quelli che lavorano qui stanno formando i ragazzi, i nuovi medici ed i nuovi professionisti non arriveranno dall'Europa ma saranno africani.
Le persone che sono qui stanno insegnando loro a camminare, ma per iniziare a correre dovremo aspettare un pò ancora ma loro sono qui x questo

giovedì 26 gennaio 2012

welcome unicoop

E poi arriva un giorno in cui il cuore si rifiuta di scrivere ciò che gli occhi hanno visto.
Tutto quello di cui ogni tanto si sente parlare improvvisamente lo trovi davanti ai tuoi occhi sbalorditi che a stento trattengono le lacrime.
I bambini ed i loro rappresentanti…hanno parlato continuamente di terra benedetta da Dio.
E allora tu ti chiedi incredulo dov'è che sia questa benedizione poiché quello che si para davanti ai tuoi occhi è ben diverso da essere una benedizione.
La benedizione saremmo noi…o meglio l'Unicoop ed i medici del movimento dei focolari che ho avuto la fortuna di accompagnare in questo giro.
La benedizione saremmo noi perché senza l'intervento dell'Unicoop qui non ci sarebbero 3 scuole.
Non ci sarebbe un ospedale.
Non ci sarebbe un dispensario.
Ed il nostro medico che una volta al mese da Fontem si muove con un infermiere e 2 tecnici non saprebbe dove appoggiarsi.
La benedizione saremmo noi poiché portiamo libri colori penne e quaderni…e loro ci donano frutta ottima e dal gusto irripetibile.
La benedizione saremmo noi perché grazie all'elettricità e a qualche insegnante per la prima volta i migliori studenti il prossimo anno andranno all'università.
La benedizione saremmo noi perché i bambini della circoscrizione  "vicina" non hanno una scuola o non così attrezzata e non raggiungono i loro risultati grazie anche al loro primo computer collegato ad internet.
Poi ti guardi intorno e vedi bambini con la pancia gonfia d'aria e nudi che giocano in una fontana con un filo d'acqua che non sempre non c'è…e cerchi allora anche tu la tua benedizione.

mercoledì 25 gennaio 2012

questi ragazzi cambieranno il mondo

Dopo una mattinata di lavoro ed un ottimo pranzo fatto con la pasta al sugo di peperoni e peperoncino ci siamo visti con altri ragazzi arrivati da tutta la provincia per un incontro.
Per tutta la durata di questo si è parlato insieme a 3 ragazzi che erano stati lì dell'incontro Panafricano che c'era stato agli inizi di gennaio a Nairobi , del prossimo Genfest che si terrà a Budapest e soprattutto su come si stessero adoperando x aiutare le persone in difficoltà del posto e studiando medicina molti di loro.
Parlavano di quello che si era fatto e di quello che faranno e anche di altre iniziative che stavano prendendo in considerazione.
Già da un pò notavo soprattutto con i ragazzi in casa e quelli che frequento più spesso che quando li incontravo hanno sempre lo stesso indumento, la stessa maglietta e gli stessi pantaloni.
Soprattutto i due medici con cui condivido la stanza ogni giorno quando tornano dal lavoro piegano i pantaloni e la stessa camicia per poi rimetterla la mattina successiva, che è diversa da quella della domenica, e a settimane alterne vengono invertite…e nel pomeriggio vedo sempre la stessa maglia del Manchester United e la t-shirt bianca.
Oggi ho capito perché
Alla fine dell'incontro Alain che era stato all'incontro Panafricano aveva uno zaino con delle camicie che arrivavano dall'Europa…messi a tavolino…guarda la tua è vecchia….e ne hai davvero bisogno…Tu invece hai bisogno di una polo per uscire…
E cercando tra di loro chi ne avesse più bisogno si sono divise quelle camicie e le magliette.
Uno dei ragazzi che vive con me mi ha confidato di essere Juventino e che secondo lui questo è l'anno buono…Io credo che la mia maglietta della Juve rimarrà a lui così come tanti dei miei indumenti.

martedì 24 gennaio 2012

camerun italia 4-3

E' ancora una volta domenica e dopo una mattinata passata in giro per le montagne circostanti nel pomeriggio si è giocata la tanto attesa sfida tra gli italiani dell'Unicoop ed una nutritissima selezione dei migliori 15 calciatori del college.
Prima di parlare del match vorrei spendere un paio di parole per questa associazione assolutamente laica e che svolge un lavoro di sensibilizzazione fantastico.
Si tratta infatti di un insieme di cooperative toscane che informa e forma i ragazzi delle scuole superiori sul tema della tolleranza e sulla collaborazione tra i popoli.
Vengono ogni anno a Fontem con ragazzi ogni volta diversi per far vedere proprio sul campo  le grandi differenze con il mondo occidentale.
Si giocava in 7 contro 7….noi eravamo solo in 7 appunto ed un momento ho creduto che in campo fossero almeno 10 loro non so se per il fatto che corressero tantissimo o perché a forza di fare cambi volanti….lo erano diventati un po' troppo!
E' stata una bella partita e dopo esserci portati sul 2 a 0 abbiamo subito la rimonta fino al 4 a 2…poi ci siamo accorti che mentre noi giocavamo per l'amicizia….loro non ci risparmiavano botte da orbi….sempre in amicizia però…all'ora dopo gli ultimi 10 minuti di arrembaggio ed il mio secondo gol la partita è finita con tanto di scambio di magliette e complimenti a tutti i ragazzi che hanno giocato.

lunedì 23 gennaio 2012

il figlio di tuo figlio

Anche se sabato si lavora lo stesso per lo meno io.
Stamattina mentre ancora dormivo suona il telefono ed era Aurelio che mi diceva di andare da solo alla centrale in quanto lui era bloccato da un forte mal di schiena e tutti gli altri erano presi da altre occupazioni.
Le chiavi le avevo già in quanto sin dal primo giorno mi erano state consegnate perché tanto l'unica cosa sicura era che sarei stato lì sempre,anche se  con compagni ogni volta diversi.
Come posto di lavoro non è male anche perché è vicino al fiume ed alla piscina naturale che si apre poco sotto la centrale.
Oggi purtroppo è piovuto quindi almeno le operazioni di verniciatura sono rimandate a data da definirsi, ma l'episodio per noi che ascoltavamo più divertente è successo all'arrivo alle officine:
E' arrivato Alexander, il mio compagno di lavoro del primo giorno, visibilmente sconvolto e che riusciva a parlare a malapena, con moltissimo affanno ha cominciato il suo racconto "Stamattina mentre uscivo di casa per andare alla messa vedo un uomo che mi si fa incontro con un bimbo in braccio dicendomi -Tieni, questo è il figlio di tuo figlio- ma la cosa bella è che il bambino camminava già!
Allora ho telefonato al figlio che è all'università e gli ha chiesto se tutto questo fosse vero e se lui ne sapesse nulla…Il figlio ha confermato tutto dicendo che doveva prenderlo a casa con sè!
La domanda successiva è stata quando aveva intenzione di dirglielo….
Ma a quel punto abbiamo fatto i complimenti al neo nonno e noi con un pò più di buonumore…e Alex con una bocca in più da sfamare siamo andati al lavoro.

domenica 22 gennaio 2012

i bambini

Stamattina mentre andavo al lavoro una frotta coloratissima camminava in tutte le direzioni e a passo più o meno svelto per raggiungere la scuola.
Tutti o quasi nelle loro divise e più o meno tutti quanti felici.
La prima cosa che salta all'occhio….non c'è nessuno che li accompagna, e le maestre li fanno entrare ugualmente.
Ma la cosa più bella è vederli ritornare a casa.
Escono all'una dopo mezz'ora(cioè più o meno quando passo io per andare a casa) si sono allontanati da scuola al massimo 200 metri e c'è qualcuno (parliamo anche di bambini dell'asilo) che deve fare anche più di un chilometro per tornare a casa.
Mi hanno spiegato che loro preferiscono giocare in strada che tanto quando arrivano a casa poi è comunque tutto pronto…e tanto poi le mamme non sono affatto preoccupate!
Altra cosa riguarda il raggiungimento delle scuole ovviamente si va dalla scuola materna al college ma c'è vasta scelta, la Statale la cattolica e quella del Movimento dei focolari, qui ognuno sceglie in base alla distanza mi dicono…
Ma ieri tornando dal mercato(è l'unico modo per procurarsi del cibo) a Mesalji a piedi siamo passati dalla strada che collega la periferia(la zona dove abito io) al centro(io che pensavo di essere a Fontem mi sbagliavo in quanto mi hanno spiegato che questo è il nome della zona)siamo passati da una strada più breve di quella solita, ed era quella appunto che collega l'ampia e popolosa periferia al college…l'unico punto d'accesso era un ponte "tibetano" fatto con cavi d'acciaio e tavole mobili!
Ed i ragazzi sono costretti a percorrerlo tutti i giorni!
vi assicuro è una delle cose più instabili che io abbia mai visto!

sabato 21 gennaio 2012

quando meno te l'aspetti....la pioggia

In Cameroon, così come un pò ovunque nella zona equatoriale esistono 2 sole stagioni: quella delle pioggie e quella arida.
La prima va da aprile ad ottobre, ed il restante tempo è tutto arido.
Ecco perché è il caso di dirlo il lungo acquazzone di oggi è davvero un fulmine a ciel sereno.
Oggi ho mangiato un Ananas era qualcosa di fantastico, qui come le banane i mango e mi dicono anche i cocco(questo non posso saperlo in quanto non è la stagione) hanno tutto un altro sapore, ma anche la verdura, le cipolle sono davvero commoventi ed anche i peperoncini, credo ne riporterò un pò ad Antonio per una delle nostre cene migliori.
Ecco, abituarsi al cibo o anche al loro modo di mangiare quello mi sta rimanendo difficile, quello forse è un aspetto che non avevo considerato e che nella convivenza comunque conta e poi molto.
La pioggia non accenna a diminuire e la vera speranza è che una volta che si è fermata porti via con se un pò di grigio dal cielo così da poter assistere ad uno dei fantastici tramonti africani.
Speriamo, ma mi hanno detto che per vederlo devo essere molto fortunato…ma…era anche impossibile veder la pioggia a gennaio no?

venerdì 20 gennaio 2012

La manutenzione straordinaria

E' cominciato il lavoro vero e proprio, e stamattina ad aspettarmi c'era Jago Junior proprio davanti alla porta dell'officina, ho giocato un pò con lui ed ho visto che poi voleva stare sempre con me…ma purtroppo poco dopo mi sono avviato verso la centrale con Aurelio.
Abbiamo cominciato un lavoro necessario ma ahimè molto faticoso.
I tubi che conducono l'acqua dalla diga alla turbina hanno bisogno di essere prima rinfrescati con l'antiruggine e poi verniciati nuovamente con una vernice resistente a tutti gli agenti atmosferici….
l'ultima volta che era stato fatto questo lavoro….troppo tempo fa e la foresta ha ripreso possesso della zona circostante le tubature.
Dobbiamo liberare questa zona e non abbiamo ovviamente ne ruspe nè aiuti tecnici di sorta, quindi la pala la zappa ed il piccone saranno i nostri migliori amici.
Alla fine della mattinata di lavoro guardandoci indietro possiamo ritenerci soddisfatti, una parte ampia della zona più intricata è libera e ragionevolmente entro sabato o al massimo lunedì speriamo di portare a compimento  questa manutenzione straordinaria, così poi poisso dedicarmi completamente al progetto di ancoraggio della centrale.
Onestamente non vedo l'ora di cominciarlo poiché è un progetto pensato, ragionato, costruito e portato a compimento da me, anche nella scelta dei materiali e nella realizzazione.
La voglia di mettermi alla prova c'è e mi fa sorridere che son dovuto arrivare in un villaggio in mezzo alla foresta equatoriale per averne la possibilità

giovedì 19 gennaio 2012

Lezione n° 1 la pasta.

Il progetto sta lentamente prendendo corpo e tra le difficoltà nel reperire materiali e nell'attuazione del progetto stesso(non sarà facile spostare massi di fiume manualmente).
Oggi il programma del giorno volgeva verso la pulizia e successiva verniciatura del tubo che porta l'acqua dalla diga alla turbina…provate a pensare cosa sia pulire manualmente con un pezzetto di carta vetrata una spatola ed una spazzola con le setole d'acciaio un tubo verniciato immerso nella giungla di più di un metro di diametro e di 300 metri di lunghezza…non è un fatto di fatica…ma di voglia!
Mentre lavoravo vedevo passare sulla collina donne con sacchi pieni di patate ed altri ortaggi appoggiati in testa in equilibrio…mi sono sempre chiesto come facciano…poi ho guardato i bimbi all'uscita da scuola….e cominciano a farlo molto presto.
Buttando giù il progetto mi rendevo conto pian piano di una cosa…L'Africa non ha bisogno di soldi, ma di mezzi.
C'è l'impossibilità di trovare molte cose e quindi anche i migliori progetti con la migliore forza lavoro rimangono irrealizzati.
I pochi che si hanno si devono dosare con estrema saggezza che alcune volte sprecare una cosa potrebbe significare dover abbandonare un progetto.
Tornato a casa vedo qualcuno intenzionato a copiare la pasta che avevo fatto 2 giorni fa….mentre sto entrando lui sta per buttare gli spaghetti nell'acqua tiepida…con il mio savoir-affaire emetto un urlo che ha gelato il sangue di Pablo ed invitandolo a pensare a tagliare i pomodori e gli odori x fare il soffritto…che per la pasta avevamo tempo!
Una volta tagliati tutti gli odori gli dico di metterli a cuocere con un pò d'olio…e lui mi presenta una tanica con un liquido di colore rosso…ed io…"Ho detto olio non Gasolio!"
Mi ha risposto che avevamo solo quello ed allora ha preparato il soffritto con l'olio di palma…vi assicuro il sapore è più esotico…ed alla fine non è poi così male!

martedì 17 gennaio 2012

il primo giorno di lavoro

Sveglia alle 7 per arrivare in orario in quello che è il mio primo giorno di lavoro.
Dopo una colazione fatta con un tè agricolo del posto fantastico, ed un pezzetto del nostro pane fatto in casa verso le 7 e 45 mi sono avviato a piedi al lavoro.
Mentre andavo c'erano dei bambini piccolissimi che andavano da soli a scuola(alcuni facendo anche più di mezz'ora di cammino) tutti vestiti in uniforme, rosa per le bambine ed azzurra per i bambini tutti quando mi incontravano masticando un Good Morning che non poteva far altro che mettere buon umore.
Arrivato al magazzino c'era già Aurelio e con lui Alexander ed un altro di cui non ricordo il nome ci siamo avviati, sempre a piedi verso la centrale idroelettrica.
Questa è una casetta sistemata meglio possibile posta sotto la diga con dentro una turbina che garantisce l'elettricità sufficiente a tutta la città.
Arrivati lì mi hanno mostrato qual era il problema: 
la forza dell'acqua con il passare degli anni ha scavato sotto la casetta provocando degli spostamenti del terreno e dei cementi al piano della casetta in cemento.
Dobbiamo dare una soluzione a questo problema; una soluzione temporanea rapida, ed una soluzione definitiva prima che torni la stagione delle pioggie.
Mentre io ed Alexander lavoravamo riempiendo la voragine di sassi molto grandi ed impastandoli con il cemento, l'idea è venuta fuori!
Faremo un muro di massi contenuto in una gabbia ancorata che anche quando la forza del fiume è più forte non riesca ad arrivare con velocità alla casetta ed evitare così un erosione continua.
Adesso i problemi saranno altri e riguardano tutti la sua realizzazione:
i materiali per fare la gabbia possiamo trovarli anche se il loro trasporto non sarà affatto agevole…
i massi dovremo spostarli manualmente in quanto non abbiamo ne' ruspe ne ' bobcat…
oggi per impastare qualche quintale di cemento ho dovuto fare avanti ed indietro con 2 secchi pieni di sabbia più di venti volte su un sentiero di 300 metri….l'unica carriola era utilizzata per altre cose.
Ma sono sicuro che riusciremo a realizzarla anche se sono altrettanto certo che non vedrò la sua completa realizzazione in quanto probabilmente sarò già ripartito 

La gita fuori porta

E' arrivata la prima domenica qui e come spesso mi accade questa verrà dedicata ad un uscita in montagna.
Io e Pablo i troviamo con Aurelio alle 6 e 50 davanti al college per poi proseguire risalendo la montagna verso un vicino paesino per ascoltare la messa e poi trovarci con gli altri ragazzi e ragazze per poi partire per l'Escursione.
Mentre salivamo in una strada rosso fuoco e molto e molto disconnessa una folla molto colorata saliva con noi,era fantastico vedere ragazze vestite alla moda(occidentale) con scarpe con il tacco salire per questa strada, ma  giustamente, quello è un giorno importante e vogliono partecipare alla celebrazione col vestito migliore.
La chiesa era stracolma e la celebrazione è scivolata via velocemente tra i canti e ritmati da molte percussioni (perché in Italia non è possibile suonare le percussioni in chiesa?).
Il momento più bello per me è stato l'offertorio ballato….
Beh è stata una bella celebrazione.
Subito dopo con un nutrito gruppo siamo partiti alla volta della montagna.
In cima a questa c'era la casa del Chief che mi hanno spiegato essere una personalità molto importante in quanto è quello che fa da mediatore tra i tre poteri, quindi quello giuridico, religioso e quello politico.
Lui ci ha accolto come si accoglie degli amici e credo abbia chiuso anche un occhio quando io non sapendolo ho deciso di salire su una collina per scattare delle foto….Era la foresta sacra…
il giro è proseguito senza ulteriori intoppi da parte mia e siamo arrivati a casa poco dopo le due…i ragazzi avevano già cucinato e mi avevano lasciato da mangiare sulla tavola…c'era del fou-fou(credo si scriva così)…oggi non ce l'ho fatta….ho mangiato un piatto di riso e poi son salito su una collina a leggere George Orwell(che fantastico genio visionario che è!)

domenica 15 gennaio 2012

La nostra Casa

Appena arrivato a Fontem e finito di scaricare il furgone sono arrivato in quella che sarà la mia casa per circa un mese.
Una casetta immersa nel verde che condividerò con altri 4 ragazzi 2 del Camerun uno del Centrafrica ed uno del Guatemala
Per la comunicazione si parla una specie di Esperanto in quanto in 3 parlerebbero francese uno spagnolo ed io che tra un pò avrò le idee talmente confuse che potrei parlare qualsiasi lingua…ieri ho risposto in inglese all'unico italiano nel raggio di qualche centinaio di metri.
Appena arrivato c'era Silver intento a fare il pane che deve durare per noi e x i 2 focolari fino a martedì giorno in cui lo faremo nuovamente.
Poco distante c'era un altro ragazzo Alain che lavava i vestiti…a mano… eh si a quanto pare la nostra lavatrice sarà un lavandino in pietra fuori e per centrifuga useremo le nostre mani.
Mentre attendevamo la cottura del pane…beh tutto il mondo è paese e guardacaso è saltato fuori un pallone ed allora tutti a giocare!
L'ora di cena si avvicinava e per la troppa foga con cui si giocava abbiamo rischiato di far bruciare il pane…ma salvandoci in calcio d'angolo si è risolto con qualche bruciacchiatura.
Un ultima raccomandazione se mai vedete un gruppo di ragazzi di colore che giocano a calcio scalzi non li imitate xkè voi non le vedete ma le scarpe le hanno e vi assicuro che sono di cemento armato! 

Finalmente Fontem

Un viaggio di circa 6 ore e 240 km mi separavano dal mio piccolo angolo di paradiso.
Fortissima era l'emozione e ieri sera a stento riuscivo a dormire, e dire che anche la temperatura si era un pochino abbassata grazie ad una pioggia per molti versi provvidenziale.
Siamo partiti alle 6 per cercare di evitare il traffico e a loro modo di vedere ce l'abbiamo fatta, io onestamente non riesco ad immaginare davvero che cosa sia!
Alle porte di Douala poi ci siamo fermati per lasciar salire due ragazzi che aspettavano un mezzo per arrivare alla loro città Bangou, noi li abbiamo portati fino a Kekem e da lì poi le nostre strade si sono separate.
Il viaggio è stato un tripudio di colori e di emozioni…
La prima è quella di aver visto finalmente il sole camerunese…
Poi il viaggio è proseguito tra tristissime periferie fatte di baracche e piccoli villaggi coi mercati a cielo aperto.
Mentre eravamo fermi ad una delle tante soste ho tirato fuori la macchinetta digitale ma sono stato subito richiamato da Guy che mi diceva di metterla via poiché se mi vedevano fotografare avrebbero pensato che lo stessi facendo per vendere le loro case….allora ho aspettato che riprendesse la marcia per farne qualcuna al volo!
La strada continuava a salire fino ad arrivare a Dscham una città che si trova a 1500 metri di altezza e dove ho visto una cosa che non ha fatto altro che aumentare il mio buonumore;
io ero in macchina cercando di muovermi il meno possibile per non sentire caldo quando proprio a fianco del mio finestrino vedo attraversare un ragazzo di colore con il colbacco di pelo di coniglio ed il piumino!
Ho pensato avesse sposato anche lui la filosofia di mia nonna che diceva "Agosto è capo d'inverno!"
A Dscham abbiamo anche abbandonato la "strada asfaltata" per proseguire sullo sterrato.
Discese ardite e risalite ancor più scoscese….x fare gli ultimi 40 km c'è voluto un ora e mezza!
Ma poi dietro l'ultima collina vedo Guy che mi indica un punto…Lì dietro c'è Fontem
Un emozione fortissima, delle casette bassissime coperte di terra rossissima e un ospedale che è un gioiello…
Mentre scaricavo le ultime cose dal furgone ed aiutavo un amico sento urlare in italiano ....E' arrivato Aurelio

sabato 14 gennaio 2012

Douala

Dopo 2 giorni sono ancora qui in questa immensa città di circa 3 milioni di abitanti.
Sono ancora qui perché la polizia alla dogana vuole dei soldi per permetterci di ritirare dei macchinari arrivati dall'Italia e dalla Svizzera, hanno probabilmente fiutato l'affare; i medici che li hanno portati sono già all'ospedale di Fontem ed io che sono ancora qui credo di impazzire.
Innanzitutto ho capito davvero cos'è l'inquinamento.
Douala ha altrettante auto che ha una normale città dell'Europa meridionale ma come mi hanno spiegato i miei amici Africani vengono importate soprattutto dalla Cina ed una parte di loro sono alimentate a Petrolio!
Provate ad immaginare l'aria che si respira qui soprattutto quando non piove per giorni , in 3 giorni che sono qui ancora non ho mai visto il sole e la temperatura non è mai scesa sotto i 30 gradi neanche la notte!
Ieri sono anche stato in giro per la città e ho avuto delle sensazioni davvero forti
Tutto e' un mercato…o a cielo aperto oppure c'è qualche market ma la sensazione è che tutto sia in vendita, poi andando in giro per il grande mercato centrale…beh ho capito cosa provano i ragazzi di colore quando vengono da noi, anche quando non c'è razzismo; io ero l'unico con un colore di pelle diverso da loro e tutti gli occhi erano puntati su di me in quanto quello era un posto dove un bianco in genere non mette piede, potrebbe uscire nudo!
Io ho spiegato ai ragazzi che erano con me che in alcune città italiane la situazione non era migliore e quindi che non dovevano preoccuparsi…ed infatti poi è toccato a me portare a casa parte della spesa!
Siamo poi andati al grande fiume;
se non mi avessero detto che si trattava di  un corso d'acqua sarei stato sicuro si fosse trattato del mare: cantieri navali, porto immenso, pescherecci e a pochi metri dall'acqua fabbriche con ciminiere che riversano fumo nero nel cielo grigio, passando a qualche centinaio di metri da una di queste abbiamo dovuto accelerare il passo se volevamo almeno provare a respirare un pò di ossigeno
Quindi per adesso niente natura incontaminata e poche buone sensazioni….addirittura la musica…scordatevi bonghi e tamburi ritmici….Gigi d'Agostino e qualche deejay di bassa lega potrebbe fare fortuna e mi è capitato di sentire tra le ultime hit dei ragazzi delle canzoni della nostra disco anni 90  ed il canale della musica passa continuamente rapper che fanno il verso a quelli americani con donne seminude e collane da 3 kg di oro al collo, ma a volte poi si sente il suono ritmato e parole scandite…ed allora ricomincio a sperare!

venerdì 13 gennaio 2012

Giorno 1: le prime lezione dell'Africa

In Africa bisogna avere sempre molta pazienza e saper aspettare.
Innanzitutto chiariamo una cosa il pericolo dell'acqua contaminata non c'è…anzi tanto che ci siamo togliamo anche la parola contaminata possiamo dire L'ACQUA NON C'E' almeno a Doula e Yoaundè che insieme fanno 1/3 della popolazione del Cameroon con il boom demografico e la crescente richiesta idrica il risultato è stato che non ce n'è x nessuno….almeno dalle 6 alle 20!
La Lezione più grande però arriva immediatamente dalla gente ed è una lezione di integrazione e di unità.
Non ho mai sentito parlare di Cameroon ma sempre di Africa come se fosse un solo unico grande paese e come se non ci fossero razze, per uno che negli ultimi anni ha sentito molto parlare di divisione dell'Italia stessa nonostante non ci siano grandi differenze ma solo egoismo è un bel punto di partenza.
Ieri sera siamo andati anche a mangiare il pesce nel quartiere centrale di Douala proprio attaccato alla villa del Fon( il Re) della città e dopo aver bevuto 6 bottiglie di birra in 3, io sono rimasto fedele alla mia Guinness (piuttosto che bere una qualsiasi birra americana o belga) ed aver mangiato un pesce enorme che abbiamo scelto noi dalla bancarella e che ci è stato cotto alla brace proprio sotto i nostri occhi , lo abbiamo mangiato da un piatto comune e con le mani perché solo così' è possibile sentire il vero sapore del pesce.
Alla fine come ogni locale che si rispetti,ci siamo visti recapitare il conto…
8 euro…totali…meno di 3 euro a persona!
Un consiglio se mangiate pesce non vi venga mai in mente di togliere la testa!
Lì ho davvero rischiato la mia incolumità!
In tutto il quartiere ero l'unico bianco ed ho parlato a lungo con molti ragazzi del posto…Cavolo il mio francese funziona ancora benissimo!
Presto sarò costretto a testare anche l'inglese…speriamo bene!
Tra le buone notizie ho trovato anche un ragazzo esperto di politica internazionale con cui parlar male di qualche italiano….1 in particolare… e di come ha trovato cambiata in peggio l'Italia rispetto a 10 anni fa….ma questa è un altra storia adesso torno ad inseguire il camaleonte che voglio fotografarlo!

lunedì 9 gennaio 2012

Saluti

Il giorno prima di partire è sempre il momento dei saluti.
Innanzitutto a tutti quelli che hanno permesso il realizzarsi di questa avventura-sogno-esperienza, quindi tutti i miei famigliari i miei fratelli che hanno contribuito non solo spiritualmente ma anche ed in maniera decisiva economicamente, ed alcuni  amici in particolar modo Aurelio che sarà ad aspettarmi a Douala al mio arrivo
Poi un pensiero va a chi avrebbe voluto essere con me in questa occasione e per i piu' svariati motivi e relative complicazioni non è potuto venire quindi a partire da Silvia proseguendo con Antonio ed infine con Paolo.
In fondo io perchè fosse possibile tutto questo ho detto solo di si.
Ho detto di si ad un amico che chiedeva aiuto.
Ho detto si ad una realtà incredibile come quella di Fontem.
Non è facile spiegare xkè si fa del volontariato ma volendo essere cinici oppure sempre in protesta io la vedo così:
Mi è capitato molto spesso, soprattutto in questo ultimo anno di dover lavorare gratuitamente x milionari senza ritegno solo con il miraggio di un lavoro futuro, sapendo che un uomo senza lavoro è una persona privata della propria dignità; ecco....la mia evoluzione attuale è che se davvero devo lavorare gratuitamente voglio farlo x chi ne ha davvero bisogno!
Certo pensare che l'altro ieri ero su un ghiacciaio con i ramponi e le piccozze a tentare una qualche impresa alpinistica...e domani sarò leggermente a nord dell'equatore a tirare dei cavi elettrici x fare in modo che la centrale idroelettrica funzioni a pieno regime a circa 30 gradi è un bel salto.
Un saluto speciale ai compagni di cordata
A Silvia e a Jago....che loro malgrado saranno in Italia