Le mie valigie sono vuote.
La mia maglia della Juve…ad un ragazzo che ama il calcio e passa le domeniche a far giocare i bimbi.
Quella di Giorgio(sorry) al ragazzo che ha dipinto in Equilibrio la condotta dell'acqua e che sogna l'NBA
Le mie gloriose Salomon salite 11 volte sul Gran Sasso in officina.
Tutto il resto a chi ne aveva più bisogno di me, i bagagli sono vuoti (a parte qualche marmellata) ma il cuore è carico
Ogni persona che ho incontrato mi ringrazia per essere stato qui.
adesso capisco che l'ho fatto più per me che per loro.
Quando me ne sarò andato potrei essere uno dei molti che è stato qui e se n'è andato perché aveva finito il suo tempo qui.
Ma non è così.
Persone insospettabili che arrivano a casa -i have 1 gift-
E ti chiedi cosa hai realmente fatto x loro e se davvero non hai già avuto abbastanza.
Poi vai a cena fuori e trovi un anziano di 62 anni che poteva essere mio padre(lo ha detto lui) che si siede al mio fianco dicendomi…io ero qui quando sono arrivati i primi italiani, voi qui sarete sempre i benvenuti, avete imparato le nostre lingue le nostre tradizioni e convissuto con i vostri difetti, avete costruito un ospedale tra i migliori 5 del Cameroon in mezzo alla foresta in un villaggio di 10000 anime un college a prezzi ridotti che lo scorso anno era il terzo per qualità della nazione , ci avete fatto capire che non è il colore della pelle che conta ma il colore del cuore che è identico per ogni razza, che le differenze razziali linguistiche e folcloristiche si annullano con l'amore e la cooperazione.
Lui era lì quando Chiara Lubich è venuta la prima volta nel '69 a Fontem ed ha pianto quando è morta, i suoi 4 figli sono nati nell'ospedale e adesso studiano nel college e se in futuro non coltiveranno banane e patate(testuale) lo devono ad una visionaria italiana.
All that may be one
Basta questo per essere orgogliosi di essere italiani
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