Aurelio il giorno in cui sono arrivato a Fontem mi disse:
"qui c'è un detto, chi viene in Africa x un giorno, scrive un libro, chi rimane una settimana scrive 2 pagine, chi rimane un mese non scrive nulla"
E' il loro modo di spiegare come ci poniamo noi europei davanti all'Africa, dopo un giorno hai capito tutto, dopo una settimana pensi di sapere come si può fare a migliorare qualcosa…dopo un mese ti accorgi che non hai capito nulla.
Io non ho scritto dell'Africa ma delle sensazioni che mi ha dato, della mia vita qui, delle mie considerazioni giornaliere, anche quelle che dopo qualche giorno si sono rivelate errate.
Ma una sensazione è sempre bella anche se si rivela poi sbagliata.
Ho vissuto con ragazzi africani ed ho mangiato tutti i giorni con loro, ho capito grazie all'amico Riccardo quanto sia sbagliato imporre la propria lingua e così anche se tutti mi avrebbero capito in Italiano(per quel fantastico modo che abbiamo noi di farci capire sempre e comunque) ho parlato in inglese…spesso non facendomi capire da nessuno(soprattutto nelle prime settimane)…e quando proprio non riuscìvo…c'era il mio francese…tutti dicono che non serve…non sapete ciò che dite!
Queste probabilmente sono le ultime righe che scriverò qui in Africa e le pubblicherò quando sarò già in Italia la domanda che tutti mi fanno qui è sempre la stessa…tornerai?
La mia risposta anche è sempre la stessa, I hope but not alone, mi piacerebbe tornare ma con un progetto da realizzare, mi piacerebbe anche che qualcuno di quelli che hanno letto la prossima volta vengano via con me…
Ma nella risposta c'è tutto, I hope…
La mia Africa
venerdì 10 febbraio 2012
giovedì 9 febbraio 2012
il principio e la fine
Scrivo dalla stessa stanza che mi ha ospitato il primo giorno in Cameroon, il caldo è ancora opprimente e l'umidità non lascia respirare, l'acqua è un miraggio serale ed il traffico è il solito
Ma guardando bene….indietro cosa c'è di uguale?
Molte convinzioni sono sparite soprattutto quella che da soli si può cambiare questa situazione.
Gli europei possono insegnare all'Africa a camminare ma per correre servono voglia fiato e gambe.
Mi sono reso conto che per cambiare e cose ci vuole tempo e pazienza.
Ma devono essere loro ad avere quello slancio quella voglia e la forza per far avvenire questo cambiamento.
Parlando con l'amico Simone, dentista di Berna, ci siamo detti alcune impressioni, una di queste comune, era sempre la stessa , quasi tutti i ragazzi che incontravamo vogliono venire in Europa per fare qualcosa.
Ma non è che fuggendo e mandando anche molti soldi che aiutano le loro famiglie qui.
Devono cambiarla dall'interno.
Da qui.
Noi possiamo formarli, e lui qui sta insegnando ad uno studente del posto l'arte dell'odontoiatria.
Il pensiero comune è che vista la situazione qui…una volta conosciuta l'Europa perché dovrebbero tornare?
L'impressione è che dagli anni 80 il distacco che c'era, soprattutto quello tecnologico è aumentato in maniera esponenziale anno per anno.
Ma molti di loro adesso stanno lavorando sodo per rendere migliore il loro paese, medici, professori, e anche semplici meccanici(ho visto fare modifiche alle auto che i migliori ingegneri dubito abbiano mai pensato).
La loro arte di arrangiarsi è fantastica ed anche come riescono a rimediare artigianalmente a quel gap di cui parlavo prima: ho visto acquedotti di varie centinaia di metri costruiti con le canne di bambù!
In me qualcosa è cambiato ma è difficile da spiegare, la voglia di fare è molta, ma trovare il modo non è semplice, ma forse insieme all'amico Theo(potrebbe essere lui la testa di ponte) qualcosa organizzeremo.
Ma guardando bene….indietro cosa c'è di uguale?
Molte convinzioni sono sparite soprattutto quella che da soli si può cambiare questa situazione.
Gli europei possono insegnare all'Africa a camminare ma per correre servono voglia fiato e gambe.
Mi sono reso conto che per cambiare e cose ci vuole tempo e pazienza.
Ma devono essere loro ad avere quello slancio quella voglia e la forza per far avvenire questo cambiamento.
Parlando con l'amico Simone, dentista di Berna, ci siamo detti alcune impressioni, una di queste comune, era sempre la stessa , quasi tutti i ragazzi che incontravamo vogliono venire in Europa per fare qualcosa.
Ma non è che fuggendo e mandando anche molti soldi che aiutano le loro famiglie qui.
Devono cambiarla dall'interno.
Da qui.
Noi possiamo formarli, e lui qui sta insegnando ad uno studente del posto l'arte dell'odontoiatria.
Il pensiero comune è che vista la situazione qui…una volta conosciuta l'Europa perché dovrebbero tornare?
L'impressione è che dagli anni 80 il distacco che c'era, soprattutto quello tecnologico è aumentato in maniera esponenziale anno per anno.
Ma molti di loro adesso stanno lavorando sodo per rendere migliore il loro paese, medici, professori, e anche semplici meccanici(ho visto fare modifiche alle auto che i migliori ingegneri dubito abbiano mai pensato).
La loro arte di arrangiarsi è fantastica ed anche come riescono a rimediare artigianalmente a quel gap di cui parlavo prima: ho visto acquedotti di varie centinaia di metri costruiti con le canne di bambù!
In me qualcosa è cambiato ma è difficile da spiegare, la voglia di fare è molta, ma trovare il modo non è semplice, ma forse insieme all'amico Theo(potrebbe essere lui la testa di ponte) qualcosa organizzeremo.
mercoledì 8 febbraio 2012
in viaggio verso Douala
Chiusa l'ultima valigia e salutato l'ultimo amico sono andato via con Aurelio che mi aspettava già davanti alla porta di casa
Un viaggio è sempre pieno di risvolti e di pensieri di sensazioni che si inseguono e di ricordi che riaffiorano ad ogni svolta ed ad ogni gesto famigliare.
Un ritorno a casa è sempre per molti versi un momento particolare.
Arrivati a Dschang possiamo, insieme all'amico Theo, dare inizio a quello che sarà senza dubbio un viaggio memorabile.
Furgone Toyota di fine anni 80 adibito a trasporto pubblico 25 posti a sedere con sedili dalla base in legno, carico di 39 persone di cui 3 bambini al di sotto di un anno e relativi bagagli (in molti casi si tratta di ortaggi da vendere al mercato)ogni fila è comporta da 4 posti a sedere tranne la mia che ne ha 3….nella mia fila ne siamo seduti in 4 ma 2 sono in piedi incastrati tra i sedili…ma x fortuna che il viaggio dura solo 6 ore senza sosta.
Improvvisamente il viaggio fatto a Moena in trentino con tutta la famiglia( a parte Lucia che non era ancora nata) in 6 con relativi bagagli dentro una duna week-end diventa uno splendido ricordo!
Arriviamo a Douala e da un Pulmino( il nostro ) scende un bianco (io) ed i tassisti improvvisamente hanno un solo ed unico obiettivo: ME.
Sento ripetere ossessivamente Hey Man e dico a Theo di trattare il prezzo, lui mi dice che in genere il viaggio in taxi costa 200 franchi fino a casa…il più onesto dice che ci porterà a casa x 2500!!!
Allora mi diverto un pò con Theo col più classico dei "Te l'avevo detto che dovevo rimanere dentro poi non appena trovavi un taxi e avevi trattato il prezzo uscivo fuori!"
Alla fine troviamo uno disposto a portarci fino a 300 metri da casa x 400 franchi…visti i chiari di luna accetto senza troppe storie(il viaggio in taxi di circa 5 km in pratica mi è costato 70 centesimi….alla faccia dei tassisti italiani!)
Ed arriviamo a casa dove ci stanno già aspettando per la cena!
Anche questa è fatta!
Un viaggio è sempre pieno di risvolti e di pensieri di sensazioni che si inseguono e di ricordi che riaffiorano ad ogni svolta ed ad ogni gesto famigliare.
Un ritorno a casa è sempre per molti versi un momento particolare.
Arrivati a Dschang possiamo, insieme all'amico Theo, dare inizio a quello che sarà senza dubbio un viaggio memorabile.
Furgone Toyota di fine anni 80 adibito a trasporto pubblico 25 posti a sedere con sedili dalla base in legno, carico di 39 persone di cui 3 bambini al di sotto di un anno e relativi bagagli (in molti casi si tratta di ortaggi da vendere al mercato)ogni fila è comporta da 4 posti a sedere tranne la mia che ne ha 3….nella mia fila ne siamo seduti in 4 ma 2 sono in piedi incastrati tra i sedili…ma x fortuna che il viaggio dura solo 6 ore senza sosta.
Improvvisamente il viaggio fatto a Moena in trentino con tutta la famiglia( a parte Lucia che non era ancora nata) in 6 con relativi bagagli dentro una duna week-end diventa uno splendido ricordo!
Arriviamo a Douala e da un Pulmino( il nostro ) scende un bianco (io) ed i tassisti improvvisamente hanno un solo ed unico obiettivo: ME.
Sento ripetere ossessivamente Hey Man e dico a Theo di trattare il prezzo, lui mi dice che in genere il viaggio in taxi costa 200 franchi fino a casa…il più onesto dice che ci porterà a casa x 2500!!!
Allora mi diverto un pò con Theo col più classico dei "Te l'avevo detto che dovevo rimanere dentro poi non appena trovavi un taxi e avevi trattato il prezzo uscivo fuori!"
Alla fine troviamo uno disposto a portarci fino a 300 metri da casa x 400 franchi…visti i chiari di luna accetto senza troppe storie(il viaggio in taxi di circa 5 km in pratica mi è costato 70 centesimi….alla faccia dei tassisti italiani!)
Ed arriviamo a casa dove ci stanno già aspettando per la cena!
Anche questa è fatta!
lunedì 6 febbraio 2012
I bagagli
Le mie valigie sono vuote.
La mia maglia della Juve…ad un ragazzo che ama il calcio e passa le domeniche a far giocare i bimbi.
Quella di Giorgio(sorry) al ragazzo che ha dipinto in Equilibrio la condotta dell'acqua e che sogna l'NBA
Le mie gloriose Salomon salite 11 volte sul Gran Sasso in officina.
Tutto il resto a chi ne aveva più bisogno di me, i bagagli sono vuoti (a parte qualche marmellata) ma il cuore è carico
Ogni persona che ho incontrato mi ringrazia per essere stato qui.
adesso capisco che l'ho fatto più per me che per loro.
Quando me ne sarò andato potrei essere uno dei molti che è stato qui e se n'è andato perché aveva finito il suo tempo qui.
Ma non è così.
Persone insospettabili che arrivano a casa -i have 1 gift-
E ti chiedi cosa hai realmente fatto x loro e se davvero non hai già avuto abbastanza.
Poi vai a cena fuori e trovi un anziano di 62 anni che poteva essere mio padre(lo ha detto lui) che si siede al mio fianco dicendomi…io ero qui quando sono arrivati i primi italiani, voi qui sarete sempre i benvenuti, avete imparato le nostre lingue le nostre tradizioni e convissuto con i vostri difetti, avete costruito un ospedale tra i migliori 5 del Cameroon in mezzo alla foresta in un villaggio di 10000 anime un college a prezzi ridotti che lo scorso anno era il terzo per qualità della nazione , ci avete fatto capire che non è il colore della pelle che conta ma il colore del cuore che è identico per ogni razza, che le differenze razziali linguistiche e folcloristiche si annullano con l'amore e la cooperazione.
Lui era lì quando Chiara Lubich è venuta la prima volta nel '69 a Fontem ed ha pianto quando è morta, i suoi 4 figli sono nati nell'ospedale e adesso studiano nel college e se in futuro non coltiveranno banane e patate(testuale) lo devono ad una visionaria italiana.
All that may be one
Basta questo per essere orgogliosi di essere italiani
La mia maglia della Juve…ad un ragazzo che ama il calcio e passa le domeniche a far giocare i bimbi.
Quella di Giorgio(sorry) al ragazzo che ha dipinto in Equilibrio la condotta dell'acqua e che sogna l'NBA
Le mie gloriose Salomon salite 11 volte sul Gran Sasso in officina.
Tutto il resto a chi ne aveva più bisogno di me, i bagagli sono vuoti (a parte qualche marmellata) ma il cuore è carico
Ogni persona che ho incontrato mi ringrazia per essere stato qui.
adesso capisco che l'ho fatto più per me che per loro.
Quando me ne sarò andato potrei essere uno dei molti che è stato qui e se n'è andato perché aveva finito il suo tempo qui.
Ma non è così.
Persone insospettabili che arrivano a casa -i have 1 gift-
E ti chiedi cosa hai realmente fatto x loro e se davvero non hai già avuto abbastanza.
Poi vai a cena fuori e trovi un anziano di 62 anni che poteva essere mio padre(lo ha detto lui) che si siede al mio fianco dicendomi…io ero qui quando sono arrivati i primi italiani, voi qui sarete sempre i benvenuti, avete imparato le nostre lingue le nostre tradizioni e convissuto con i vostri difetti, avete costruito un ospedale tra i migliori 5 del Cameroon in mezzo alla foresta in un villaggio di 10000 anime un college a prezzi ridotti che lo scorso anno era il terzo per qualità della nazione , ci avete fatto capire che non è il colore della pelle che conta ma il colore del cuore che è identico per ogni razza, che le differenze razziali linguistiche e folcloristiche si annullano con l'amore e la cooperazione.
Lui era lì quando Chiara Lubich è venuta la prima volta nel '69 a Fontem ed ha pianto quando è morta, i suoi 4 figli sono nati nell'ospedale e adesso studiano nel college e se in futuro non coltiveranno banane e patate(testuale) lo devono ad una visionaria italiana.
All that may be one
Basta questo per essere orgogliosi di essere italiani
domenica 5 febbraio 2012
gli gnocchi di patate
Come regalo di addio o di arrivederci…ho deciso di fargli gli gnocchi.
Sin dal primo giorno in cui io sono arrivato mi hanno chiesto di farli…io subito a spiegare che non è che sia una cosa così semplice anzi…
Ma oggi basta ripensamenti ed ho deciso di farli felici.
Questa volta i mezzi non mancano…la voglia invece diciamo che ho dovuto farmela venire , manca solo un pò di formaggio(qui si tratta di una cosa preziosissima in quanto mucche e pecore sono bandite così come i maiali per via della mosca tsè tsè e la contaminazione da febbre gialla)
Arrivato a Fontem il primo giorno Silver quando mi ha visto la prima volta mi ha detto:
-Gnocchi di patate-
Col senno di poi, cioè dopo aver passato l'intero pomeriggio…5 ore a fare gnocchi per 8 persone avrei preferito mi avesse detto Mafia, pizza e mandolino.
Il risultato è stato eccellente anche grazie all'aiuto di Pablo che vedendomi stremato si è offerto di finire di tagliarli…e la cena beh…
Per un attimo è calato il gelo poiché è uscito da non so dove l'avanzo del fou-fou del pranzo e qualcuno stava pensando di mescolarlo con "lu sug Find" poi probabilmente vedendomi col coltello da macellaio puntato verso di lui ha cambiato idea….
E cari italiani non meravigliatevi e non trattateli da trogloditi; l'ultima, e sottolineo ,l'ultima volta che ho portato le olive all'ascolana a Perugia qualcuno ha aggiunto il Ketch-up perché a lui piacevano così…
Qual è il terzo mondo?
Sin dal primo giorno in cui io sono arrivato mi hanno chiesto di farli…io subito a spiegare che non è che sia una cosa così semplice anzi…
Ma oggi basta ripensamenti ed ho deciso di farli felici.
Questa volta i mezzi non mancano…la voglia invece diciamo che ho dovuto farmela venire , manca solo un pò di formaggio(qui si tratta di una cosa preziosissima in quanto mucche e pecore sono bandite così come i maiali per via della mosca tsè tsè e la contaminazione da febbre gialla)
Arrivato a Fontem il primo giorno Silver quando mi ha visto la prima volta mi ha detto:
-Gnocchi di patate-
Col senno di poi, cioè dopo aver passato l'intero pomeriggio…5 ore a fare gnocchi per 8 persone avrei preferito mi avesse detto Mafia, pizza e mandolino.
Il risultato è stato eccellente anche grazie all'aiuto di Pablo che vedendomi stremato si è offerto di finire di tagliarli…e la cena beh…
Per un attimo è calato il gelo poiché è uscito da non so dove l'avanzo del fou-fou del pranzo e qualcuno stava pensando di mescolarlo con "lu sug Find" poi probabilmente vedendomi col coltello da macellaio puntato verso di lui ha cambiato idea….
E cari italiani non meravigliatevi e non trattateli da trogloditi; l'ultima, e sottolineo ,l'ultima volta che ho portato le olive all'ascolana a Perugia qualcuno ha aggiunto il Ketch-up perché a lui piacevano così…
Qual è il terzo mondo?
un pranzo dispendioso
Ero in cucina che preparavo il pranzo mentre gli altri ragazzi erano fuori che armeggiavano con il forno a legna in quanto il venerdì è il giorno in cui facciamo il pane…e la pizza per noi per la cena, quando uno dei ragazzi si avvicina dicendomi di regolarmi poiché il pranzo che stavo preparando era molto dispendioso per le nostre casse.
A pranzo siamo 7 persone tutti adulti e qualcuno anche con una stazza importante(io in primis) e stavo cucinando in serie:
700 g di pasta
il sugo fatto con 3 pomodori e 1 bustina di concentrato di pomodoro mezza carota e mezza cipolla
5 patate medie
ed una frittata fatta con 5 uova
Non stava sbagliando lui…ma io.
La pasta è un pasto…le patate un altro…e le uova un altro ancora….
Metterli insieme tutti e 3 significava nell'economia della casa un giorno in più di spesa…
Ecco il problema è anche questo che la spesa si fa solo al mercato e questo c'è solo una volta ogni 4 giorni.
Purtroppo non è facile estirpare un abitudine, il pensiero occidentale è che se una cosa finisce vado a comprarla…
Cercherò di farmi perdonare domani sera a cena con gli gnocchi che mi chiedono dal primo giorno…vedrò di accontentarli
A pranzo siamo 7 persone tutti adulti e qualcuno anche con una stazza importante(io in primis) e stavo cucinando in serie:
700 g di pasta
il sugo fatto con 3 pomodori e 1 bustina di concentrato di pomodoro mezza carota e mezza cipolla
5 patate medie
ed una frittata fatta con 5 uova
Non stava sbagliando lui…ma io.
La pasta è un pasto…le patate un altro…e le uova un altro ancora….
Metterli insieme tutti e 3 significava nell'economia della casa un giorno in più di spesa…
Ecco il problema è anche questo che la spesa si fa solo al mercato e questo c'è solo una volta ogni 4 giorni.
Purtroppo non è facile estirpare un abitudine, il pensiero occidentale è che se una cosa finisce vado a comprarla…
Cercherò di farmi perdonare domani sera a cena con gli gnocchi che mi chiedono dal primo giorno…vedrò di accontentarli
sabato 4 febbraio 2012
lezioni di nuoto reloaded
E così come spesso ci capita il giovedì è il giorno dedicato allo sport, anche se stavolta non sarà la solita partita di calcetto oppure a pallacanestro a farla da padrona, bensì andrò a nuotare con i ragazzi della casa.
La mia è una presenza fondamentale anche perché hanno cominciato da pochissimo a muoversi in acqua e solo due di loro possono dire di fare qualcosa di simile al nuotare.
Ma oltre che alla lezione di nuoto ho assistito ad una lezione di arrampicata libera, ma stavolta lo studente ero io.
Innanzitutto vederli arrampicare con l'infradito su sassi di fiume bagnati ed alti almeno 20 metri il tutto senza una corda ha un suo perché ed allora…anche io non posso perdere con loro…e li seguo anche io con le ciabatte.
Le sensazioni della salita sono incredibili, il segreto è solo non pensare che se cadi andrai nella migliore delle ipotesi in un ospedale….in Africa!
Poi scopro che questi sono solamente pensieri miei, loro non la valutano affatto questa possibilità!
Il loro coraggio/incoscienza è incredibile ma la legge del contrappasso è sempre in agguato…tuffatici da sopra l'acqua arriva appena alla vita…in 2 rischiano di affogare e solo dopo avergli mostrato che toccano passa per loro il terrore dell'acqua!
Il salire e scendere da colline e massi con grandi carichi appoggiati sulla testa ha sviluppato in loro un equilibrio incredibile; non esistendo qui piscine o vacanze al mare e altro non gli ha mai permesso di avere un acquaticità decente ed hanno sviluppato il terrore per l'acqua….in parole povere dal loro punto di vista è più semplice morire in un metro d'acqua piuttosto che cadendo mentre arrampicano su di un dirupo!
La mia è una presenza fondamentale anche perché hanno cominciato da pochissimo a muoversi in acqua e solo due di loro possono dire di fare qualcosa di simile al nuotare.
Ma oltre che alla lezione di nuoto ho assistito ad una lezione di arrampicata libera, ma stavolta lo studente ero io.
Innanzitutto vederli arrampicare con l'infradito su sassi di fiume bagnati ed alti almeno 20 metri il tutto senza una corda ha un suo perché ed allora…anche io non posso perdere con loro…e li seguo anche io con le ciabatte.
Le sensazioni della salita sono incredibili, il segreto è solo non pensare che se cadi andrai nella migliore delle ipotesi in un ospedale….in Africa!
Poi scopro che questi sono solamente pensieri miei, loro non la valutano affatto questa possibilità!
Il loro coraggio/incoscienza è incredibile ma la legge del contrappasso è sempre in agguato…tuffatici da sopra l'acqua arriva appena alla vita…in 2 rischiano di affogare e solo dopo avergli mostrato che toccano passa per loro il terrore dell'acqua!
Il salire e scendere da colline e massi con grandi carichi appoggiati sulla testa ha sviluppato in loro un equilibrio incredibile; non esistendo qui piscine o vacanze al mare e altro non gli ha mai permesso di avere un acquaticità decente ed hanno sviluppato il terrore per l'acqua….in parole povere dal loro punto di vista è più semplice morire in un metro d'acqua piuttosto che cadendo mentre arrampicano su di un dirupo!
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