Scrivo dalla stessa stanza che mi ha ospitato il primo giorno in Cameroon, il caldo è ancora opprimente e l'umidità non lascia respirare, l'acqua è un miraggio serale ed il traffico è il solito
Ma guardando bene….indietro cosa c'è di uguale?
Molte convinzioni sono sparite soprattutto quella che da soli si può cambiare questa situazione.
Gli europei possono insegnare all'Africa a camminare ma per correre servono voglia fiato e gambe.
Mi sono reso conto che per cambiare e cose ci vuole tempo e pazienza.
Ma devono essere loro ad avere quello slancio quella voglia e la forza per far avvenire questo cambiamento.
Parlando con l'amico Simone, dentista di Berna, ci siamo detti alcune impressioni, una di queste comune, era sempre la stessa , quasi tutti i ragazzi che incontravamo vogliono venire in Europa per fare qualcosa.
Ma non è che fuggendo e mandando anche molti soldi che aiutano le loro famiglie qui.
Devono cambiarla dall'interno.
Da qui.
Noi possiamo formarli, e lui qui sta insegnando ad uno studente del posto l'arte dell'odontoiatria.
Il pensiero comune è che vista la situazione qui…una volta conosciuta l'Europa perché dovrebbero tornare?
L'impressione è che dagli anni 80 il distacco che c'era, soprattutto quello tecnologico è aumentato in maniera esponenziale anno per anno.
Ma molti di loro adesso stanno lavorando sodo per rendere migliore il loro paese, medici, professori, e anche semplici meccanici(ho visto fare modifiche alle auto che i migliori ingegneri dubito abbiano mai pensato).
La loro arte di arrangiarsi è fantastica ed anche come riescono a rimediare artigianalmente a quel gap di cui parlavo prima: ho visto acquedotti di varie centinaia di metri costruiti con le canne di bambù!
In me qualcosa è cambiato ma è difficile da spiegare, la voglia di fare è molta, ma trovare il modo non è semplice, ma forse insieme all'amico Theo(potrebbe essere lui la testa di ponte) qualcosa organizzeremo.
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